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Lulù Selassié condannata a 1 anno e 8 mesi per stalking nei confronti di Manuel Bortuzzo
Il nuotatore aveva avuto una relazione con l’influencer durante l’edizione 2021-2022 del GFVip, finita fuori dal programma. “Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo”, una delle frasi minatorie di cui è stato vittima la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024

Si è concluso oggi un capitolo tormentato della vita privata di Manuel Bortuzzo, il campione di nuoto paralimpico che ha conquistato il bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Il Tribunale di Roma ha condannato Lucrezia Hailé Selassié, nota come Lulù, a 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa) per il reato di stalking ai danni dell’ex fidanzato. La sentenza, emessa dal giudice per l’udienza preliminare (gup) con rito abbreviato, segna la fine di un lungo iter giudiziario iniziato con la denuncia di Bortuzzo, che aveva accusato la giovane influencer di averlo perseguitato per mesi dopo la fine della loro relazione.
La love story nata durante il GFVip
Lulù Selassié e Manuel Bortuzzo si erano conosciuti nel 2021, tra le mura della casa del Grande Fratello Vip, durante l’edizione 2021-2022 del reality show. La loro relazione, nata sotto gli occhi del pubblico televisivo, aveva catturato l’attenzione di molti, trasformandosi in una delle storyline più seguite del programma. Tuttavia, il legame si era incrinato poco dopo la conclusione dello show, portando Bortuzzo a decidere di interrompere definitivamente la storia nell’aprile 2022. Una scelta che Lulù, autoproclamatasi “principessa etiope”, non ha mai accettato, dando il via a una serie di comportamenti ossessivi e persecutori.
Confronto tra Manuel è Lulù #gfvip #manuelbortuzzo #luluselassie pic.twitter.com/pth6YtpdEZ
— MondoTV24 (@MondoTV241) November 25, 2021
Le accuse: minacce di morte e persecuzioni
Lulù Selassié avrebbe intrapreso una vera e propria campagna di stalking nei confronti dell’ex compagno. Le accuse parlano di pedinamenti, messaggi incessanti e minacce esplicite, tra cui la frase choc: “Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo”. Bortuzzo, che nel 2019 è rimasto vittima di una sparatoria che lo ha costretto su una sedia a rotelle, ha raccontato di aver vissuto in un costante stato di ansia e paura, al punto da modificare le proprie abitudini quotidiane per evitare ulteriori contatti con la Selassié.
I pedinamenti anche all’estero
Gli episodi denunciati non si sono limitati all’Italia. Lulù avrebbe seguito Manuel anche all’estero, presentandosi nei suoi stessi hotel durante competizioni internazionali, come i campionati mondiali di nuoto a Manchester nel 2023 e i mondiali paralimpici in Portogallo. In queste occasioni, avrebbe lasciato biglietti sotto la porta della stanza di Bortuzzo, invitandolo a raggiungerla, e in un caso lo avrebbe persino aggredito fisicamente con schiaffi dopo un rifiuto. Comportamenti che, secondo il capo d’imputazione, hanno procurato al nuotatore “un fondato timore per la sua incolumità” e lo hanno spinto a denunciare la ex nella primavera del 2024.
La prima reazione di Lulù sui social
Poche ore dopo la sentenza, Lulù Selassié ha rotto il silenzio tramite un post sui social, difendendosi dalle accuse e promettendo di “lottare per la verità”. Ha definito gli articoli pubblicati in questi mesi come “costruiti per generare scalpore” e ha descritto il periodo come “il più brutto della sua vita”, segnato da una battaglia quotidiana contro il dolore e la voglia di “sparire”.
Amore mio la tua verità si farà sentire #fairylu #luluselassie pic.twitter.com/lbytS3yzfe
— yesenia (@yeseniaemi) April 3, 2025
Le sue parole hanno diviso l’opinione tra i follower, divisi tra chi la sostiene e chi considera la condanna una giusta risposta alle sofferenze inflitte a Bortuzzo.